DTM-0004 · Topografia e progettazione stradale · Livello intermedio

Come analizzare pendenze, esposizioni e drenaggio da un DTM

Derivate della superficie, direzione di massima pendenza, impluvi, bacini e limiti del modello

Ultimo aggiornamento: 2026-09-24

In sintesi

Pendenza ed esposizione derivano dall'orientamento locale della superficie; il drenaggio segue le direzioni di massima discesa. Queste analisi sono molto sensibili a rumore, risoluzione, breakline e depressioni. Prima di interpretarli come fenomeni reali occorre distinguere forme morfologiche da artefatti del modello.

Un DTM non idrologicamente coerente può interrompere o deviare i deflussi

Buche spurie, ponti modellati come terreno e impluvi non vincolati alterano le direzioni. Eventuali correzioni idrologiche devono essere motivate e mantenute distinte dal modello altimetrico originale.

Calcolare la pendenza locale

Per ogni faccia o cella determinare il gradiente e la direzione di massima variazione. Esprimere la pendenza in gradi, percentuale o rapporto dichiarato. Classificare intervalli coerenti con lo scopo, evitando soglie arbitrarie che suggeriscano precisione non supportata.

Interpretare l'esposizione

L'esposizione indica la direzione verso cui scende la superficie. Gestire separatamente aree quasi piane, dove l'orientamento è instabile. Verificare convenzione angolare e orientamento geografico, soprattutto dopo trasformazioni o esportazioni.

Derivare direzioni e accumulo del deflusso

Collegare ogni elemento alla direzione discendente secondo l'algoritmo scelto e accumulare le aree contribuenti. Confrontare le linee risultanti con impluvi rilevati, reticolo noto e attraversamenti. Le soglie di estrazione influenzano densità e continuità della rete.

Superficie del terreno con frecce di pendenza e linee di drenaggio convergenti in un impluvio. La pendenza locale orienta il deflusso, mentre l'accumulo evidenzia impluvi e aree contribuenti del modello.

Valutare depressioni e discontinuità

Identificare conche chiuse e stabilire se siano reali, dovute a rumore o a dati mancanti. Non riempirle automaticamente senza controllo. Inserire correttamente fossi, cunette, argini e varchi che governano il deflusso.

Verificare sensibilità a dettaglio e filtraggio

Ripetere l'analisi con livelli di dettaglio coerenti e confrontare pattern stabili. Un modello molto denso può evidenziare microforme irrilevanti; uno troppo liscio cancella canali e rotture. Documentare risoluzione e filtri.

Collegare l'analisi all'uso progettuale

Usare mappe e linee come supporto a sopralluoghi e verifiche, non come sostituti automatici della conoscenza idraulica e geomorfologica. Indicare aree prive di dati, modifiche antropiche e limiti dell'algoritmo.

Errori frequenti

  • Confondere gradi e percentuale di pendenza.
  • Attribuire un'esposizione stabile alle aree quasi piane.
  • Correggere automaticamente tutte le depressioni.
  • Ignorare ponti, tombini, argini e varchi.
  • Interpretare ogni linea di accumulo come un corso d'acqua reale.

Indicazioni conclusive

Le analisi morfometriche trasformano il DTM in informazioni operative, ma amplificano anche i suoi difetti. Controllo sul terreno, discontinuità corrette e parametri dichiarati sono essenziali.

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Domande frequenti

Pendenza in gradi e percentuale coincidono?

No. Sono rappresentazioni diverse e vanno convertite correttamente.

Tutte le depressioni sono errori?

No. Alcune sono reali; occorre confrontarle con rilievo, morfologia e opere presenti.

Una linea di accumulo è già un corso d'acqua?

No. È un'indicazione modellistica da verificare con soglie, dati e sopralluogo.

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