FGN-0045 · Fognature · Livello avanzato

Come rappresentare pompe e sollevamenti in una rete fognaria

Integrare curva della pompa, livelli, perdite, volume utile e logiche di comando

Ultimo aggiornamento: 2026-09-11

In sintesi

Una stazione di sollevamento non è una portata imposta. Il punto di lavoro nasce dall'intersezione tra curva della pompa e curva dell'impianto, mentre avvio e arresto dipendono dai livelli nel pozzo. Volume utile, afflussi variabili, pompe in parallelo, rigurgito, perdite e guasti devono essere rappresentati nel tempo.

Evitare la portata nominale costante

La portata di targa non coincide necessariamente con quella di esercizio. Prevalenza, livello a valle, usura e combinazione delle pompe modificano il punto di lavoro.

Definire lo schema fisico

Il modello deve includere pozzo, quote di fondo, livelli di comando, aspirazione, mandata, valvole, perdite localizzate e livello del recapito. Ogni quota deve riferirsi allo stesso sistema altimetrico.

Incrociare curva della pompa e curva dell'impianto

La curva Q-H della pompa esprime la prevalenza disponibile. La curva dell'impianto somma dislivello geodetico e perdite distribuite e localizzate. L'intersezione determina il punto di funzionamento.

Pozzo fognario con pompe e grafico delle curve pompa e impianto. Stazione di sollevamento con livelli di comando e punto di lavoro tra curva della pompa e curva dell'impianto.

Rappresentare livelli e logiche di comando

Livello di avvio, arresto, allarme e sfioro determinano i cicli. Isteresi e ritardi evitano commutazioni rapide; alternanza e priorità distribuiscono l'usura tra le unità.

Verificare il volume utile

Il volume tra avvio e arresto condiziona frequenza dei cicli, tempi di permanenza e rischio di sedimentazione. Deve essere coerente con afflusso minimo, medio e massimo e con i limiti del costruttore.

Modellare più pompe e condizioni variabili

Pompe in parallelo non sommano semplicemente le portate nominali: cambia il punto di lavoro. Livelli del recapito, intasamento, usura e variazioni di velocità richiedono curve o scenari specifici.

Simulare guasti ed emergenze

Fuori servizio di una pompa, blackout, blocco valvola, massimo afflusso e indisponibilità della mandata devono essere verificati rispetto a volume di emergenza, sfioro, gruppo elettrogeno e tempi di intervento.

Procedura operativa consigliata

1. Raccogliere geometria e curve certificate. 2. Calcolare curva dell'impianto. 3. Definire livelli di comando e volume utile. 4. Inserire afflussi variabili nel tempo. 5. Modellare sequenza e combinazione delle pompe. 6. Controllare cicli, portate, livelli ed energia. 7. Simulare guasto e massimo afflusso. 8. Verificare transitori e colpo d'ariete separatamente quando necessario.

Errori frequenti da evitare

  • Imporre la portata nominale come costante.
  • Trascurare perdite della mandata e livello a valle.
  • Confondere quote assolute e tiranti.
  • Sommare linearmente pompe in parallelo.
  • Ignorare frequenza degli avviamenti.
  • Verificare solo il funzionamento ordinario.

Indicazioni conclusive

La stazione va modellata come sistema dinamico accoppiato alla rete. Curve, livelli e logiche devono produrre cicli realistici e garantire sicurezza anche nelle condizioni anomale.

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Domande frequenti

Posso usare la portata nominale della pompa nel modello?

Solo come dato preliminare. La portata effettiva dipende dall'intersezione tra curva della pompa e curva dell'impianto.

Perché sono importanti i livelli di avvio e arresto?

Determinano volume utile, frequenza dei cicli, permanenza del refluo e margine prima dell'allarme o dello sfioro.

Due pompe uguali raddoppiano la portata?

Non in generale. In parallelo la curva combinata interseca una curva d'impianto con perdite maggiori, quindi la portata totale è normalmente inferiore al doppio.

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