NT-0005 · Fognature · Livello Intermedio

Come determinare il tempo di corrivazione di un bacino urbano

Criteri pratici per stimare il tempo necessario affinché il contributo idrologico proveniente dalle zone più lontane raggiunga la sezione di chiusura.

Ultimo aggiornamento: 2026-08-21

In sintesi

Il tempo di corrivazione è uno dei parametri fondamentali nella stima delle portate meteoriche di progetto. Rappresenta il tempo necessario affinché il contributo proveniente dalle zone idraulicamente più lontane del bacino raggiunga la sezione di chiusura.

La sua determinazione richiede di distinguere il ruscellamento superficiale, il tempo di ingresso nella rete e il tempo di percorrenza nei collettori. La presente nota descrive i principali criteri di stima e propone una procedura operativa adatta ai bacini urbani.

Introduzione

Nel dimensionamento di una rete fognaria meteorica o mista, il tempo di corrivazione determina la durata di pioggia critica associata alla massima portata attesa alla sezione di chiusura.

Una stima troppo bassa può condurre all'adozione di intensità pluviometriche elevate e quindi a portate di progetto maggiori. Una stima troppo alta può invece ridurre eccessivamente l'intensità di pioggia e sottostimare il carico idraulico.

Per questo motivo il parametro deve essere coerente con la geometria del bacino, la distribuzione delle superfici, il sistema di drenaggio e il percorso reale seguito dall'acqua.

Che cosa si intende per tempo di corrivazione

Il tempo di corrivazione può essere definito come il tempo necessario affinché l'acqua proveniente dal punto idraulicamente più lontano del bacino raggiunga la sezione di chiusura.

Il concetto non coincide necessariamente con la sola distanza geometrica. Il punto idraulicamente più lontano è quello caratterizzato dal percorso complessivo più lento, tenendo conto sia del ruscellamento superficiale sia del trasporto nella rete.

In un bacino urbano il percorso può comprendere tratti su tetti, cortili, strade, cunette, caditoie, pozzetti, condotte secondarie e collettori principali.

Le componenti del tempo di corrivazione

Una schematizzazione utile consiste nel suddividere il tempo di corrivazione in più componenti:

  • tempo di ruscellamento superficiale, dalla superficie scolante al primo punto di raccolta;
  • tempo di ingresso, associato al passaggio attraverso caditoie, bocche di lupo, pozzetti o piccoli raccordi;
  • tempo di percorrenza nella rete, lungo le condotte fino alla sezione di chiusura.

La somma di queste componenti consente di rappresentare in modo più realistico il comportamento del bacino rispetto all'uso di un unico valore assunto a priori.

Schema di un bacino urbano con ruscellamento superficiale, ingresso nella rete e percorrenza nei collettori fino alla sezione di chiusura. Schema concettuale delle principali componenti del tempo di corrivazione in un bacino urbano.

Quali fattori influenzano il tempo di corrivazione

Tra i principali fattori che influenzano il tempo di corrivazione rientrano:

  • estensione e forma del bacino;
  • distanza idraulica dalla sezione di chiusura;
  • pendenza media delle superfici;
  • grado di impermeabilizzazione;
  • rugosità e natura delle superfici;
  • presenza di ostacoli, depressioni o invasi temporanei;
  • densità e geometria della rete di drenaggio;
  • pendenza e diametro delle condotte;
  • grado di riempimento e regime di moto nei collettori;
  • distribuzione delle caditoie e dei punti di ingresso.

Due bacini con la stessa area possono quindi avere tempi di corrivazione molto diversi.

Ruscellamento superficiale

Il ruscellamento superficiale è spesso la componente più incerta del tempo di corrivazione, soprattutto nei bacini piccoli o fortemente urbanizzati.

La velocità con cui l'acqua raggiunge una caditoia dipende dalla pendenza, dalla rugosità, dalla lunghezza del percorso e dalla natura della superficie. Tetti lisci e strade asfaltate tendono a produrre tempi di risposta ridotti, mentre aree verdi, superfici irregolari o terreni a bassa pendenza possono rallentare significativamente il deflusso.

Quando il percorso superficiale è breve e direttamente connesso alla rete, il contributo può essere modesto; quando invece l'acqua deve attraversare aree estese prima di raggiungere il sistema di drenaggio, la componente superficiale può diventare dominante.

Tempo di ingresso nella rete

Il tempo di ingresso rappresenta il passaggio tra la superficie e il sistema fognario. In molti modelli viene incorporato nel tempo superficiale, ma nei casi più dettagliati può essere trattato come componente distinta.

Caditoie, bocche di lupo, cunette e pozzetti possono introdurre ritardi legati alla capacità di intercettazione, alla presenza di griglie, alla geometria locale e alla possibilità di accumulo temporaneo sulla superficie.

La sua importanza cresce quando la capacità dei punti di raccolta è limitata rispetto alla portata affluente.

Tempo di percorrenza nei collettori

Il tempo di percorrenza nella rete può essere stimato dividendo la lunghezza del tratto per la velocità media del moto, sommando poi i contributi dei diversi collettori attraversati.

In forma semplice:

t = L / v

dove L è la lunghezza del tratto e v è la velocità media.

La velocità deve essere coerente con le condizioni idrauliche del tratto e non assunta in modo arbitrario. In presenza di rigurgito, basse pendenze, moto non uniforme o riempimenti significativi, la stima può richiedere un approccio più accurato.

Metodi empirici e formule di letteratura

Per la stima del tempo di corrivazione esistono numerose formule empiriche, sviluppate per bacini con caratteristiche molto diverse.

Il loro uso può essere utile come controllo o stima preliminare, ma richiede attenzione al campo di applicazione. Una formula sviluppata per bacini naturali o rurali può risultare poco rappresentativa di un bacino urbano fortemente impermeabilizzato e dotato di rete di drenaggio artificiale.

È quindi preferibile utilizzare formule empiriche solo quando le caratteristiche del bacino sono compatibili con quelle per cui il metodo è stato sviluppato, confrontando eventualmente più stime.

Quando conviene calcolarlo per percorso

Nei bacini urbani serviti da una rete ben definita, il metodo più trasparente consiste spesso nel ricostruire il percorso idraulico più sfavorevole.

Si individua il punto di origine del deflusso, si stima il tempo necessario a raggiungere il primo punto di raccolta e si sommano i tempi di percorrenza nei successivi tratti di rete.

Questa procedura consente di collegare direttamente il tempo di corrivazione alla geometria del modello e rende più semplice aggiornare il valore quando cambiano pendenze, diametri, tracciati o punti di ingresso.

Il punto idraulicamente più lontano non è sempre il più distante

Un errore frequente consiste nell'identificare automaticamente il punto di corrivazione con quello più lontano in linea d'aria dalla sezione di chiusura.

Il percorso critico dipende invece dal tempo complessivo. Un punto più vicino può avere un tempo maggiore se il deflusso attraversa superfici poco pendenti o collettori caratterizzati da basse velocità.

Per questo motivo è utile confrontare più percorsi possibili e individuare quello che produce il tempo complessivo massimo.

Relazione con la durata di pioggia

Nel metodo razionale si assume generalmente che la massima portata si verifichi quando la durata della pioggia è almeno pari al tempo di corrivazione del bacino.

Il valore di Tc influenza quindi direttamente l'intensità pluviometrica ricavata dalla curva di possibilità pluviometrica. In genere, a durate più brevi corrispondono intensità maggiori; di conseguenza una variazione del tempo di corrivazione può produrre differenze sensibili nella portata di progetto.

Questo è il motivo per cui Tc non dovrebbe essere trattato come un parametro secondario.

Analisi di sensibilità

Quando il tempo di corrivazione è incerto, è utile eseguire una semplice analisi di sensibilità.

Si possono confrontare almeno tre valori plausibili, ad esempio uno inferiore, uno centrale e uno superiore, ricalcolando per ciascuno l'intensità di pioggia e la portata di progetto.

Se il dimensionamento cambia significativamente al variare di Tc, il parametro merita un approfondimento maggiore. Se invece la rete risulta poco sensibile alla variazione, la stima preliminare può essere considerata sufficientemente robusta.

Errori frequenti

Tra gli errori più comuni nella determinazione del tempo di corrivazione rientrano:

  • assumere un valore fisso indipendente dalle caratteristiche del bacino;
  • utilizzare formule empiriche fuori dal loro campo di applicazione;
  • trascurare il tempo di percorrenza nella rete;
  • considerare soltanto la distanza geometrica;
  • ignorare la distribuzione dei punti di raccolta;
  • utilizzare velocità di moto arbitrarie nei collettori;
  • non aggiornare Tc quando cambia la configurazione della rete;
  • non verificare la sensibilità della portata rispetto al parametro.

La qualità della stima dipende soprattutto dalla coerenza tra il modello adottato e il comportamento reale del bacino.

Una procedura pratica

Una procedura operativa può essere articolata nei seguenti passaggi:

1. delimitare correttamente il bacino scolante; 2. individuare i possibili punti idraulicamente più lontani; 3. ricostruire i principali percorsi superficiali verso la rete; 4. stimare il tempo di ruscellamento superficiale; 5. valutare l'eventuale tempo di ingresso; 6. calcolare i tempi di percorrenza nei collettori; 7. sommare le diverse componenti per ciascun percorso; 8. assumere come Tc il valore massimo coerente tra quelli ottenuti; 9. verificare la sensibilità della portata di progetto al valore scelto; 10. documentare nel progetto il metodo utilizzato.

Questo approccio rende la determinazione del parametro riproducibile e più facilmente verificabile.

Conclusioni

Il tempo di corrivazione di un bacino urbano deve essere determinato in modo coerente con il percorso reale dell'acqua.

La distinzione tra ruscellamento superficiale, ingresso nella rete e percorrenza nei collettori consente di evitare semplificazioni eccessive e di collegare il parametro alla geometria effettiva del sistema di drenaggio.

Nei bacini urbani complessi, la ricostruzione del percorso idraulico più sfavorevole rappresenta spesso il metodo più trasparente e controllabile.

Esperienze applicative con SofTCat Fogne

{TODO: inserire esperienze applicative maturate con SofTCat Fogne, indicando i metodi normalmente utilizzati per stimare il tempo di corrivazione, eventuali confronti tra formule empiriche e calcolo per percorso, valori tipici osservati e sensibilità della portata rispetto al parametro.}

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Domande frequenti

Che cos'è il tempo di corrivazione di un bacino urbano?

È il tempo necessario affinché il contributo proveniente dal punto idraulicamente più lontano del bacino raggiunga la sezione di chiusura.

Come si determina il tempo di corrivazione?

Può essere stimato sommando il tempo di ruscellamento superficiale, l'eventuale tempo di ingresso nella rete e il tempo di percorrenza nei collettori lungo il percorso idraulicamente più sfavorevole.

Il punto più lontano geometricamente è sempre quello critico?

No. Il punto critico è quello con il maggiore tempo complessivo di percorrenza, che dipende anche da pendenze, rugosità, modalità di drenaggio e velocità nella rete.

Perché il tempo di corrivazione influenza la portata di progetto?

Perché nel metodo razionale è collegato alla durata di pioggia utilizzata per ricavare l'intensità pluviometrica. Durate differenti possono produrre intensità e quindi portate di progetto differenti.

È corretto utilizzare una formula empirica per qualsiasi bacino?

No. Le formule empiriche devono essere utilizzate solo quando le caratteristiche del bacino rientrano nel loro campo di applicazione. Nei bacini urbani complessi è spesso preferibile ricostruire il percorso idraulico.

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