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Tempo di corrivazione pari a zero nelle reti fognarie
Quando l'ipotesi Tc = 0 può essere adottata come semplificazione cautelativa e quando rischia di produrre risultati poco rappresentativi.
Ultimo aggiornamento: 2026-08-21
In sintesi
Nel metodo della corrivazione il tempo di corrivazione è uno dei parametri che concorrono alla determinazione della portata di progetto.
In alcuni elaborati progettuali viene assunto un tempo di corrivazione pari a zero come ipotesi semplificativa o cautelativa. Il valore non rappresenta però una condizione fisica reale e deve essere interpretato come una scelta modellistica.
Questa nota esamina il significato dell'ipotesi Tc = 0, le sue conseguenze sul calcolo idrologico e le condizioni nelle quali è preferibile stimare esplicitamente il tempo di corrivazione.
AttenzioneIl tempo di corrivazione pari a zero rappresenta una schematizzazione di calcolo e non un valore fisico reale. La durata utilizzata deve essere compatibile con il campo di validità della legge di pioggia adottata.
Suggerimento operativoQuando possibile, confrontare lo scenario Tc = 0 con almeno uno scenario basato su un tempo di corrivazione stimato. Il confronto rende più trasparenti le conseguenze della scelta sul dimensionamento.
Introduzione
Nel dimensionamento delle reti fognarie con il metodo della corrivazione, il tempo di corrivazione è uno dei parametri che influenzano la scelta della durata critica della precipitazione e, di conseguenza, la portata assunta per la verifica o il dimensionamento dei collettori.
In alcuni elaborati progettuali, soprattutto nelle verifiche preliminari o nell'analisi di bacini urbani molto piccoli e fortemente impermeabilizzati, si incontra l'ipotesi di assumere un tempo di corrivazione pari a zero.
Questa scelta può apparire anomala, poiché in un bacino reale l'acqua impiega sempre un intervallo di tempo per raggiungere la sezione di chiusura. Tc = 0 non descrive quindi un fenomeno fisico, ma una semplificazione del modello di calcolo.
Lo scopo della presente nota è chiarire il significato di tale ipotesi, le motivazioni che possono condurre ad adottarla e i casi nei quali è invece opportuno stimare esplicitamente il tempo di corrivazione.
Il significato fisico del tempo di corrivazione
Il tempo di corrivazione può essere definito come il tempo necessario affinché il contributo proveniente dal punto idraulicamente più lontano del bacino raggiunga la sezione di chiusura considerata.
A seconda della schematizzazione adottata, esso può comprendere il tempo di ruscellamento superficiale, il tempo di ingresso nella rete e il tempo di percorrenza lungo le canalizzazioni fino alla sezione analizzata.
Nel metodo della corrivazione si assume generalmente che la portata massima alla sezione di chiusura si manifesti quando la durata della precipitazione è sufficiente a rendere contribuente l'intero bacino.
La stima di Tc incide quindi sulla durata di pioggia da utilizzare e sull'intensità ricavata dalla curva di possibilità pluviometrica. Per questo motivo, anche variazioni apparentemente modeste del parametro possono produrre differenze sensibili nella portata calcolata.
Schema concettuale del tempo di corrivazione in un bacino urbano.
Perché alcuni progettisti assumono Tc = 0
L'assunzione Tc = 0 viene talvolta utilizzata come condizione limite o come semplificazione progettuale. Le motivazioni possono essere diverse.
In una verifica preliminare si può voler analizzare una condizione particolarmente gravosa, associando al bacino una durata di pioggia molto breve e quindi, in molti casi, un'intensità elevata.
In bacini di estensione molto ridotta, fortemente impermeabilizzati e con percorsi di deflusso estremamente brevi, il tempo di ruscellamento può risultare piccolo rispetto agli altri intervalli temporali considerati nel modello. In tali casi il progettista può scegliere di trascurarlo, purché la semplificazione sia chiaramente dichiarata.
Tc = 0 può inoltre essere usato come scenario di confronto, affiancato a una o più stime realistiche del tempo di corrivazione, per valutare la sensibilità del dimensionamento rispetto a questo parametro.
In ogni caso l'ipotesi dovrebbe essere motivata nella relazione tecnica, distinguendo chiaramente tra valore fisico stimato e valore convenzionale adottato per la verifica.
Conseguenze sul dimensionamento idraulico
Assumere Tc = 0 non significa necessariamente utilizzare una durata di pioggia matematicamente nulla. Nella pratica il calcolo viene ricondotto alla durata minima ammessa dalla procedura, dalla curva pluviometrica o dal software impiegato.
Se la curva di possibilità pluviometrica associa alle durate più brevi intensità maggiori, la riduzione della durata critica può determinare un incremento dell'intensità di pioggia e della portata di progetto.
L'effetto può tradursi in diametri maggiori, gradi di riempimento più elevati o condizioni di verifica più gravose. Tuttavia non è corretto concludere automaticamente che Tc = 0 sia sempre la scelta più cautelativa.
Il risultato dipende infatti dalla formulazione della legge di pioggia, dall'intervallo di validità dei parametri pluviometrici, dal metodo di trasformazione afflussi-deflussi e dalle eventuali durate minime imposte nel calcolo.
L'estrapolazione di una curva pluviometrica al di fuori del relativo campo di validità può generare intensità non rappresentative. Una scelta apparentemente cautelativa può quindi diventare tecnicamente poco giustificabile se non è accompagnata da un controllo dei dati pluviometrici utilizzati.
Quando l'ipotesi può essere considerata cautelativa
L'ipotesi può essere utilizzata come scenario cautelativo o di confronto quando il bacino scolante è molto piccolo, la superficie è quasi completamente impermeabile, i percorsi superficiali sono brevi e l'obiettivo della verifica è individuare rapidamente una condizione gravosa.
Può essere utile anche nelle analisi di sensibilità, confrontando i risultati ottenuti con Tc = 0 con quelli derivanti da uno o più valori stimati mediante criteri idrologici o cinematici.
La scelta dovrebbe comunque rispettare almeno tre condizioni:
- la durata di pioggia adottata deve rientrare nel campo di validità della legge pluviometrica; - il valore deve essere presentato come ipotesi convenzionale e non come tempo fisico del bacino; - la relazione di calcolo deve spiegare gli effetti della scelta sul dimensionamento.
In questo modo Tc = 0 diventa uno scenario verificabile e trasparente, non un parametro inserito senza motivazione.
Quando è preferibile calcolare il tempo di corrivazione
Nei progetti definitivi ed esecutivi è generalmente preferibile determinare il tempo di corrivazione con un metodo coerente con le caratteristiche del bacino e con il livello di dettaglio disponibile.
La stima esplicita è particolarmente importante quando il bacino ha estensione significativa, presenta superfici permeabili o semi-permeabili, comprende percorsi superficiali rilevanti oppure alimenta una rete articolata con più rami e tempi di percorrenza differenti.
Il calcolo è inoltre opportuno in presenza di vasche di laminazione, invasi, regolazioni di portata o altri elementi che modificano la propagazione temporale dei deflussi.
Nei sistemi complessi, il tempo di corrivazione non dovrebbe essere considerato un unico valore assegnato all'intera rete. Per ogni sezione può essere necessario valutare il tempo complessivo formato dal contributo superficiale del sottobacino e dai tempi di percorrenza lungo i collettori posti a monte.
Una stima coerente consente di rappresentare meglio la progressiva partecipazione delle diverse aree scolanti e rende più leggibili e difendibili le scelte progettuali.
Verifiche consigliate
Prima di adottare Tc = 0 è consigliabile eseguire alcune verifiche minime:
- controllare la durata minima per la quale sono validi i parametri della curva di possibilità pluviometrica; - confrontare la portata ottenuta con quella calcolata mediante un tempo di corrivazione stimato; - valutare separatamente il tempo di ruscellamento superficiale e il tempo di percorrenza nella rete; - verificare se la normativa locale o l'ente gestore prescrivono un metodo specifico o una durata minima; - documentare nella relazione tecnica le ipotesi e i limiti del modello.
Il confronto tra più scenari è spesso più informativo dell'adozione di un singolo valore. Permette infatti di comprendere se il dimensionamento è stabile oppure fortemente sensibile alla stima di Tc.
Considerazioni progettuali
L'assunzione di un tempo di corrivazione pari a zero non costituisce una regola generale e non può essere considerata automaticamente corretta o cautelativa in ogni situazione.
Si tratta di una schematizzazione che può risultare utile in specifici contesti, soprattutto come scenario limite, purché il progettista ne conosca le implicazioni e verifichi la compatibilità con la legge di pioggia e con il metodo di calcolo adottato.
Quando sono disponibili informazioni adeguate sulla geometria del bacino, sulle superfici scolanti e sui percorsi di deflusso, la stima esplicita del tempo di corrivazione costituisce in genere la scelta tecnicamente più rappresentativa.
Il punto centrale non è quindi stabilire in astratto se Tc = 0 sia corretto o errato, ma verificare se l'ipotesi è coerente con lo scopo del calcolo, con i dati disponibili e con il livello di affidabilità richiesto al progetto.
Osservazioni operative SofTCat
Questa sezione raccoglie considerazioni maturate nell'esperienza diretta nello sviluppo e nell'utilizzo del software SofTCat Fogne e nell'analisi di casi applicativi reali.
Nel software SofTCat Fogne, quando viene impostato il metodo della corrivazione, si assume per default un valore del tempo di corrivazione pari a Tr=5 min, valore classico nella letteratura tecnica. Il software lancia un warning nel caso l'utente abbia impostato un valore Tr pari a zero.
È da evidenziare che talvolta gli utenti, dopo aver modellato la rete, eseguono il calcolo con entrambi i metodi classici disponibili, corrivazione e invaso. Generalmente il metodo della corrivazione stima un valore più alto rispetto a quello dell'invaso con i valori di default impostati (corrivazione Tr=5 min; invaso Wp=30 mc/ha).
Con Tr=0 tale differenza può aumentare ulteriormente, fino a produrre dimensionamenti molto diversi per una medesima rete. Il confronto tra i due metodi può quindi essere utile per valutare la sensibilità del progetto alle ipotesi idrologiche adottate.
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Domande frequenti
Il tempo di corrivazione può essere realmente nullo?No. Un bacino reale presenta sempre un tempo di ruscellamento e di trasferimento. Tc = 0 è una convenzione o uno scenario limite utilizzato nel modello di calcolo.
Assumere Tc = 0 produce sempre la portata massima?Non necessariamente. Il risultato dipende dalla legge di pioggia, dal relativo campo di validità, dalla durata minima utilizzabile e dal metodo di trasformazione afflussi-deflussi.
Quando può essere utile usare Tc = 0?Può essere utile come scenario cautelativo o di sensibilità per bacini molto piccoli e impermeabili, purché la scelta sia motivata e confrontata con valori realistici.
Quando è preferibile calcolare Tc?È preferibile stimarlo nei progetti definitivi ed esecutivi, nei bacini estesi o eterogenei, nelle reti articolate e quando sono presenti tempi di percorrenza, invasi o dispositivi di regolazione significativi.
La durata di pioggia può essere posta uguale a zero?No. Nel calcolo viene utilizzata una durata positiva, normalmente non inferiore al limite minimo ammesso dalla curva pluviometrica o dalla procedura adottata.