SIC-0004 · Antincendio e protezione dai fulmini · Livello avanzato
Come valutare il rischio dovuto ai fulmini per un edificio
Struttura, servizi entranti, ambiente, perdite, componenti di rischio e confronto con il rischio tollerabile
Ultimo aggiornamento: 2026-09-21
In sintesi
La valutazione stima il rischio generato da fulminazioni della struttura e delle linee connesse, tenendo conto di caratteristiche fisiche, occupazione, impianti e possibili perdite. Le componenti vengono confrontate con il rischio tollerabile previsto dal metodo, così da stabilire se e quali misure siano necessarie.
Un edificio basso o circondato da altri edifici non è automaticamente autoprotettoDimensioni e posizione sono soltanto parte dei dati. Linee entranti, contenuti, persone, rischio d'incendio e impianti interni possono cambiare il risultato. La valutazione deve usare l'edizione applicabile della serie CEI EN IEC 62305 e dati riferiti alla configurazione reale.
Definire struttura e perimetro della valutazione
Identificare edificio, zone, strutture connesse, servizi entranti e ambiente circostante. Stabilire quali persone, beni, attività e impianti appartengono al sistema valutato. Documentare geometria, materiali, compartimentazione e misure già presenti.
Individuare sorgenti di danno e linee
Considerare fulminazioni dirette e prossime alla struttura e alle linee connesse secondo il metodo applicato. Rilevare alimentazione elettrica, telecomunicazioni, dati e altri servizi conduttivi, includendo percorso, schermature, lunghezze e caratteristiche pertinenti.
Struttura e linee generano componenti di rischio da sommare e confrontare con il valore tollerabile.
Classificare danni e perdite
Collegare possibili tensioni di contatto, danni fisici e guasti degli impianti interni alle conseguenze rilevanti: persone, servizio, patrimonio o valore economico quando applicabili. Suddividere l'edificio in zone omogenee se occupazione, incendio o impianti sono significativamente diversi.
Calcolare le componenti di rischio
Per ogni componente combinare frequenza degli eventi pericolosi, probabilità di danno ed entità della perdita. Mantenere tracciabili dati, fattori e misure esistenti. Evitare valori predefiniti non verificati, soprattutto per occupazione, incendio, linee e impianti sensibili.
Confrontare rischio e valore tollerabile
Sommare le componenti pertinenti per ciascun tipo di perdita e confrontarle con il valore previsto dal metodo. Evidenziare le componenti dominanti: sono quelle su cui una misura può produrre la riduzione più efficace. Conservare anche l'esito favorevole e i dati che lo giustificano.
Provare le misure e ricalcolare
Inserire nel modello LPS, equipotenzialità, SPD, schermature, protezioni antincendio o altre misure compatibili, quindi ricalcolare le componenti interessate. La scelta finale deve ridurre tutti i rischi richiesti sotto i limiti, senza attribuire a una misura effetti che non possiede.
Errori frequenti
- Valutare soltanto la fulminazione diretta dell'edificio.
- Omettere linee dati o telecomunicazioni.
- Usare geometrie e occupazioni non aggiornate.
- Confondere rischio complessivo e singola componente.
- Dichiarare autoprotezione senza conservare calcolo e dati.
Indicazioni conclusive
La valutazione è un processo quantitativo e aggiornabile. Il suo valore consiste nel mostrare quali sorgenti e conseguenze dominano il rischio e quali misure lo riducono realmente.
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Domande frequenti
Quando un edificio è autoprotetto?Quando la valutazione documentata mostra che tutti i rischi pertinenti non superano i valori tollerabili applicabili.
Vanno considerate anche le linee interrate?Devono essere caratterizzate secondo il metodo applicabile; la posa interrata non consente di ometterle automaticamente.
Quando aggiornare la valutazione?Quando cambiano struttura, uso, occupazione, linee, impianti, rischio d'incendio o riferimenti applicabili.